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Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam

"  E, per gli dei immortali, c'è nulla di più felice a questo mondo di quella categoria di uomini che chiamano volgarmente scimuniti, deficenti, matti, zucconi? Sono nomignoli bellissimi, penso io. E vi aggiungerò cosa che, a prima vista, parrà stolida, assurda, ma che in realtà è vera, arcivera. Anzitutto vivono esenti da paura di morte, che non è sciagura da nulla, per Giove! Poi sono liberi da tormenti della coscienza, non sono atterriti da favolette sull'oltretomba, non han paura di spettri e fantasmi, non si torturano a paventare mali imminenti, non si agitano per vane speranze di beni di là da venire! Insomma non sono straziati dai mille affanni cui è esposta la vita: non hanno senso di pudore, di peritanza, non ambizioni, non invidie, non amori. Infine, se per scarsezza di sale, toccano le proprie bestie, non commettono nemmeno peccato, a detta dei teologi.

E qui ti pregherei, o sapiente e matto da legare, di commisurarmi da quanta ingratitudine è assalito e straziato l'animo tuo notte e giorno! Metti in un sol mucchio il complesso dei disagi della tua vita e così alfine potrai capire a quanti mali ho sottratto i miei imbecilli."

 

L'elogio della follia è un saggio scritto nel 1509 da Erasmo da Rotterdam, filosofo e umanista olandese. L'opera si presenta come un lungo monologo della Follia in persona, in grado di elencare i pregi di una vita sotto la sua influenza, unica via per la felicità: la via della ragione, invece, condurrà l'uomo all'infelicità e a mille preoccupazioni da cui il folle è  esentato.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

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M
Ottima scelta, come sempre
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