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Monarchia di Dante Alighieri (passaggi imbarazzanti 2)

" Quanto al certame, il giudizio di Dio può manifestarsi in due modi: o attraverso uno scontro di forze, ad esempio una sfida tra lottatori (quelli che si chiamano duellanti), o attraverso la competizione di molti che cercano di raggiungere per primi un traguardo, come nella gara di atleti che corrono verso una meta."

 

" Il popolo romano ebbe la vittoria fra tutti quelli che gareggiavano per l'impero del mondo; e questo risulterà evidente se si esamineranno i contendenti e il traguardo da raggiungere, ossia la posta in gioco. La posta era l'essere a capo di tutti i mortali: è questo il significato della parola 'impero'. Un simile premio non spettò a nessun altro che al popolo romano: esso non fu soltanto il primo, ma anche l'unico a raggiungere questo traguardo, come subito vedremo."

 

" Ciò che si ottiene attraverso il duello, si ottiene di diritto. Infatti quando il giudizio umano viene a mancare, vuoi perché è avvolto nelle tenebre dell'ignoranza, vuoi perché non può giovarsi dell'aiuto di un giudice, per salvaguardare la giustizia bisogna ricorrere a Colui che la amò tanto da fornire con il proprio sangue, morendo, quello che ella richiedeva. Per questo il salmo dice: 'Il Signore è giusto e ama la giustizia'. "

 

Il Monarchia è un trattato scientifico-politico probabilmente scritto fra il 1312 e il 1313 da Dante Alighieri, poeta e scrittore italiano. In questi estratti, provenienti rispettivamente dal VII, VIII e IX capitolo del II libro, Dante afferma come la volontà di Dio possa emergere dall'esito di una gara o di un duello: l'intera storia del popolo romano può essere considerata in questi termini. Dopo aver dimostrato come il popolo romano sia il vincitore di questa 'gara' per la supremazia, Dante giunge ad assegnare a Dio uno specifico ruolo : " quando Alessandro tentò di ostacolare nella corsa il suo avversario romano, Tu lo eliminasti dalla gara, perché la sua temerarietà non si spingesse oltre". Si tratta di una tesi che può apparire bizzarra a un lettore moderno, perplesso da questa 'partita' che vede Dio nel ruolo di arbitro e guardalinee.

 

Consigliato per tutti i gusti.

 

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