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La Divina Commedia di Dante Alighieri (profezia del veltro)

" 'A te convien tenere altro viaggio',

rispuose, poi che lagrimar mi vide,

'se vuo' campar d'esto loco selvaggio;

ché questa bestia, per la qual tu gride,

non lascia altrui passar per la sua via,

ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide;

e ha natura sì malvagia e ria,

che mai non empie la bramosa voglia,

e dopo 'l pasto ha più fame che pria.

Molti son li animali a cui s'ammoglia,

e più saranno ancora, infin che 'l veltro

verrà, che la farà morir con doglia.

Questi non ciberà terra né peltro,

ma sapienza, amore e virtute,

e sua nazion sarà tra feltro e feltro."

 

La Divina Commedia è un poema scritto da Dante Alighieri, poeta italiano. In questo estratto, proveniente dal I canto dell'opera, il poeta Virgilio formula la prima profezia della Commedia: un veltro, ovvero un cane da caccia, riuscirà a estinguere per sempre la cupidigia, incarnata nella figura di una lupa insaziabile. E' ancora oggi incerto il significato allegorico di questa profezia: secondo l'opinione più accreditata, il veltro è un riferimento all'imperatore Arrigo VII, in cui il Dante politico riponeva le sue speranze per un'attività riformatrice in Italia.

 

Consigliato per tutti i gusti.

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