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"Vi racconterò un aneddoto. C'era una volta a Parigi un impiegato pazzo; lo rinchiusero poi in manicomio quando fu accertato che era proprio matto. Bene, quando gli dava di volta il cervello, ecco quello che aveva escogitato per divertirsi: prima d'uscir di casa, si metteva in costume adamitico, conservando soltanto le scarpe, poi si gettava sulle spalle un ampio mantello che gli arrivava fino alle calcagna, vi si ravvolgeva e usciva in istrada con faccia grave e maestosa.
Visto di fianco, era un uomo come tutti gli altri, che passeggiava avvolto nel mantello.
Ma appena gli capitava di trovarsi da solo a solo in qualche passante, e non ci fosse nessuno lì intorno, egli si muoveva verso di lui con aria seria e profondamente assorta, gli si fermava davanti all'improvviso, apriva il mantello e si mostrava in tutta la sua...innocenza. [...]
Ebbene, un po' di quello stesso godimento si può provare facendo trasecolare all'improvviso qualche Schiller e mostrandogli la lingua quando meno se l'aspetta. 'Far trasecolare': che graziosa espressione, eh? L'ho letta non so più dove, in qualche vostro romanzo contemporaneo.
- Ma quel tale era un pazzo, mentre voi...
- ...siete un volpone?
- Già.
Il principe scoppiò a ridere.
- Avete ragione, mio caro, - soggiunse con una faccia di bronzo."
Umiliati e offesi è un romanzo scritto nel 1861 da Fëdor Dostoevskij, scrittore russo. Lo scrittore Ivan Petrovic e tutti i suoi familiari vengono invischiati nelle trame del crudele e vendicativo principe Valkovski.
Consigliato per tutti i gusti.