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" 'Signore, ma è una compagnia per me questa?' pensavo. 'E come mi son mostrato stupido io stesso davanti a loro! Però, ho tollerato troppo da Ferfickin. Credono, gli imbecilli, d'avermi fatto un onore ad ammettermi alla loro tavola, e non capiscono che sono io, io che faccio un onore a loro, e non loro a me. Dimagrato! Il vestito! Oh, dannati pantaloni! Zvjerkòv deve aver notata già da prima la macchia gialla sul ginocchio...E che! Adesso, in questo preciso istante alzarsi da tavola, prendere il cappello e andarsene bellamente, senza dire una parola...Per spregio! E domani magari un duello. Mascalzoni! Io non rimpiango i sette rubli. Loro magari lo crederanno...Il diavolo se li porti! Io non rimpiango i sette rubli! Me ne vado all'istante!' S'intende che rimasi."
Memorie dal sottosuolo (conosciuto anche come Ricordi dal sottosuolo) è un romanzo scritto nel 1864 da Fëdor Dostoevskij, scrittore russo. Il romanzo si presenta sotto forma di un lungo monologo in cui il protagonista afferma l'irrazionalità dell'uomo, elemento che traspare in diversi episodi storici; nella seconda parte del romanzo, a proposito della neve bagnata, il protagonista ricorda alcuni episodi della sua vita in cui la malvagità e l'irrazionalità hanno reso il sopravvento: solo attraverso questi episodi il narratore giunge finalmente a comprendere l'inettitudine e l'inadeguatezza del protagonista alla vita.
Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.