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"Ma non è vero che lei è di sinistra? insiste con un'aria furbastra l'altro, Roberto. E vabbe', ma mica è un delitto, rispondo. E poi non mi avete ancora spiegato cosa avrei fatto, io, di sinistra? A questo punto, i due si guardano e scoppiano. E vabbe'. 'a professo', tutti quei brani che ci ha fatto leggere sul razzismo, Malcom X, Martin Luther King, e Làscasas (che sarebbe Las Casas) e poi quell'altro, lì, Primo Levi...eh! Allora, per fare le cose fatte bene, ci doveva fare leggere pure qualche razzista! E cioè?, chiedo. E che ne so, per esempio ci dovrebbe far vedere Skinheads. Ma questo, mi informo, chi lo dice? Tu o loro? No, sempre loro.
Allora mi tocca spiegare che essere antirazzisti non è di destra né di sinistra. E' semplicemente da persone intelligenti. Aggiungo che non sempre c'è l'obbligo di dare spazio a due punti di vista opposti. Se affrontiamo il fenomeno dello stupro, per esempio, non è che mi potete accusare di essere comunista perché non invito a scuola uno stupratore. Ve lo immaginate? Benvenuto a scuola, signore, se per favore, in onore alla par condicio, vuole concederci un po' del suo tempo prezioso per spiegarci il suo punto di vista...
Capiscono che non è aria, se ne vanno."
Registro di classe è un diario postumo scritto da Sandro Onofri, insegnante e scrittore italiano. Registro di classe racconta i timori, le riflessioni e le speranze di un insegnante romano, fra alunni troppo grandi per dirsi bambini ma ancora troppo piccoli per essere considerati adulti; il difficile percorso di crescita dei propri studenti viene affrontato dall'autore con sguardo bonario e una punta di paternalismo.
Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.