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Nati due volte di Giuseppe Pontiggia

" Niente. Chi è normale? Nessuno. Quando si è feriti dalla diversità, la prima reazione non è di accettarla, ma di negarla. E lo si fa cominciando a negare la normalità. La normalità non esiste. Il lessico che la riguarda diventa a un tratto reticente, ammiccante, vagamente sarcastico. Si usano, nel linguaggio orale, i segni di quello scritto: 'I normali, tra virgolette'. Oppure: 'I cosiddetti normali'. La normalità - sottoposta ad analisi aggressive non meno che la diversità - rivela incrinature, crepe, deficenze, ritardi funzionali, intermittenze, anomalie. Tutto diventa eccezione e il bisogno della norma, allontanato dalla porta, si riaffaccia ancora più temibile dalla finestra. Si finisce per rafforzarlo, come un virus reso invulnerabile dalle cure per sopprimerlo. Non è negando le differenze che lo si combatte, ma modificando l'immagine della norma. Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. E' questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza."

 

Nati due volte è un romanzo scritto nel 2000 da Giuseppe Pontiggia, scrittore italiano.  La trama è incentrata sulle vicende del professor Frigerio e del suo rapporto con Paolo, suo figlio disabile. Il romanzo contiene una potente riflessione sul tema dell'handicap e delle differenze, descrivendo tutte le difficoltà e le sfide giornaliere di un padre alla ricerca della 'normalità' per suo figlio.

 

Consigliato per tutti i gusti. 

 

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