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" 'Figliuoli,' grida: molti si voltano in su; 'figliuoli, andate a casa. Perdono generale a chi torna subito a casa'.
'Pane! pane! aprite! aprite!' erano le parole più distinte nell'urlìo orrendo, che la folla mandava in risposta.
'Giudizio, figliuoli! badate bene! siete ancora a tempo. Via, andate, tornate a casa. Pane, ne avrete; ma non è questa la maniera. Eh!...eh! che fate laggiù! Eh! a quella porta! Oibò oibò! Vedo, vedo: giudizio! badate bene! è un delitto grosso. Or ora vengo io. Eh! eh! smettete con que' ferri; giù quelle mani. Vergogna! Voi altri milanesi, che, per la bontà, siete nominati in tutto il mondo! Sentite, sentite: siete sempre stati buoni fi...Ah canaglia!'
Questa rapida mutazione di stile fu cagionata da una pietra che, uscita dalle mani d'uno di que' buoni figliuoli, venne a batter nella fronte del capitano, sulla protuberanza sinistra della profondità metafisica. 'Canaglia! canaglia!' continuava a gridare, chiudendo presto la finestra, e ritirandosi. Ma quantunque avesse gridato quanto n'aveva in canna, le sue parole, buone e cattive, s'eran tutte dileguate e disfatte a mezz'aria, nella tempesta delle grida che venivan di giù. Quello poi che diceva di vedere, era un gran lavorare di pietre, di ferri (i primi che coloro avevano potuto procacciarsi per la strada), che si faceva alla porta, per sfondarla, e alle finestre, per svellere l'inferriate: e già l'opera era molto avanzata."
I promessi sposi è un romanzo storico scritto nel 1840 da Alessandro Manzoni, scrittore e poeta italiano. In questo estratto, proveniente dal XII capitolo dell'opera, viene descritto l'assalto al forno delle grucce da parte della popolazione milanese stremata dalla carestia e dal rincaro dei prezzi dei generi di prima necessità, come il pane.
Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.