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I promessi sposi di Alessandro Manzoni (capitolo 10)

" Così era vissuta alcuni anni, non avendo comodo, né occasione di far di più; quando la sua disgrazia volle che un'occasione si presentasse. Tra l'altre distinzioni e privilegi che le erano stati concessi, per compensarla di non poter essere badessa, c'era anche quello di stare in un quartiere a parte. Quel lato del monastero era contiguo a una casa abitata da un giovane, scellerato di professione, uno de' tanti, che, in que' tempi, e co' loro sgherri, e con l'alleanze d'altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo nomina Egidio, senza parlar del casato. Costui, da una finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall'empietà dell'impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose."

 

I promessi sposi è un romanzo storico scritto nel 1840 da Alessandro Manzoni, scrittore e poeta italiano. In questo estratto, proveniente dal X capitolo dell'opera, è presente un celebre esempio di reticenza, ommissione di pensieri, parole e azioni. In questo capitolo viene narrata la storia di Gertrude, forzata dalla famiglia al monachesimo e colpevole dell'omicidio di una conversa, unica testimone della sua relazione con Egidio ('forse se ne sarebbe potuto saper di più, se, in vece di cercar lontano, si fosse scavato vicino').

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

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M
ottimo
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