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" Finalmente fu fissato il giorno della fuga. Il 29 giugno, vecchio stile, è il giorno dei Santi Pietro e Paolo. I miei amici volevano liberarmi proprio quel giorno, aggiungendo una sfumatura sentimentale alla loro impresa. Mi avevano fatto sapere che in risposta al mio segnale - tutto bene all'interno - mi avrebbero comunicato con un palloncino rosso da bambini mandato in aria che tutto andava bene anche fuori. Allora la carrozza si sarebbe avvicinata e qualcuno avrebbe cantato una canzone per farmi sapere che la strada era libera. [...] L'ora era passata e pieno d'angoscia ritornai nella mia stanza. 'Deve essere successa qualche disgrazia', mi dicevo. L'impossibile era successo quel giorno. A Pietroburgo, vicino al Gostnoi Dvor sono sempre in vendita centinaia di palloncini per bambini. Quella mattina non c'erano e non fu possibile trovarne uno! Finalmente ne trovarono uno nelle mani di un bambino, ma era floscio e non voleva alzarsi. I miei amci corsero allora nel negozio di un ottico, comperarono un apparecchio per fabbriare l'idrogeno e ne riempirono il palloncino: ma questo si ostinava a non alzarsi: l'idrogeno non era abbastanza secco. Il tempo incalzava. Una signora legò allora il palloncino al suo ombrello e tenendolo ben in alto passeggiò su e giù per la strada lungo il muro esterno del nostro cortile: ma io non avevo visto nulla."
Memorie di un rivoluzionario è un romanzo autobiografico scritto nel 1899 da Pëtr Alekseevič Kropotkin, filosofo e geografo russo. L'autore narra in prima persona la storia della sua vita, sorprendentemente avventurosa, dagli studi nel Collegio Imperiale fino all'arresto nella prigione di San Pietroburgo; oltre ad offrire un interessante approfondimento sul pensiero e le convinzioni dell'autore, inerenti al tema dell'anarchia, il romanzo riporta episodi e riflessioni che si prestano anche a una lettura disinteressata.
Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.