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La Divina Commedia di Dante Alighieri (Inferno, canto XXVI)

" 'O frati', dissi, 'che per cento milia

perigli siete giunti a l'occidente,

a questa tanto picciola vigilia

d'i nostri sensi ch'è del rimanente

non vogliate negar l'esperienza,

di retro al sol, al mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza'."

Li miei compagni fec'io sì aguti,

con questa orazion picciola, al cammino,

che a piena poscia li avrei ritenuti;

e volta nostra poppa nel mattino,

de' remi facemmo ali al folle volo,

sempre acquistando dal lato mancino."

 

La Divina Commedia è un poema scritto da Dante Alighieri, poeta italiano. In questo estratto, proveniente dal XXVI canto dell'Inferno, Ulisse racconta a Dante l'epilogo della sua vita; spinto dal desiderio di conoscenza decide di giungere ai confini del mondo con uno sparuto numero di compagni. Dopo aver avvistato la montagna del Paradiso terrestre la sua nave viene affondata dall'ira divina: ecco spiegato perché il suo viaggio viene descritto come 'folle volo'. 

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