Inviti alla lettura di libri, romanzi, racconti, poesie e molto altro ancora.
102
" Volgendosi ivi intorno, vide scritti
molti arbuscelli in su l'ombrosa riva.
Tosto che fermi v'ebbe gli occhi e fitti,
fu certo esser di man de la sua diva.
Questo era un di quei lochi già descritti,
ove sovente con Medor veniva
da casa del pastore indi vicina
la bella donna del Catai regina.
103
Angelica e Medor con cento nodi
legati insieme, e in cento lochi vede.
Quante lettere son, tanti son chiodi
coi quali Amore il cor gli punge e fiede.
Va col pensier cercando in mille modi
non creder quel ch'al suo dispetto crede:
ch'altra Angelica sia, creder si sforza,
ch'abbia scritto il suo nome in quella scorza.
104
Poi dice: - Conosco io pur queste note:
di tal' io n'ho tante vedute e lette.
Finger questo Medoro ella si puote:
forse ch'a me questo cognome si mette.-
Con tali opinion dal ver remote
usando fraude a se medesmo, stette
ne la speranza il mal contento Orlando,
che si seppe a se stesso ir procacciando.
[...]
124
Quel letto, quella casa, quel pastore
immantinente in tant'odio gli casca,
che senza aspettar luna, o che l'albore
che va dinanzi al nuovo giorno nasca,
piglia l'arme e il destriero, et esce fuore
per mezzo il bosco alla più oscura frasca;
e quando poi gli è aviso d'esser solo,
con gridi et urli apre le porte al duolo."
L'Orlando Furioso è un poema cavalleresco scritto nel 1532 da Ludovico Ariosto, scrittore italiano. La trama riguarda gli innumerevoli avvenimenti accaduti nell'assedio di Parigi da parte delle armate musulmane durante il regno di Carlo Magno; nel canto ventesimoterzo Orlando scopre che la donna da lui sempre amata, Angelica, si è perdutamente innamorata di Medoro; Orlando ripercorre i luoghi dove i due giovani si sono amati e legge le iscrizioni lasciate da Medoro su alberi e pietre: dopo aver interrogato un pastore Orlando trova conferma dei suoi sospetti e cede alla pazzia.
Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.