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Capitolo VI. Dello stravagante e vasto inventario che il curato e il barbiere fecero nella biblioteca del nostro ingegnoso gentiluomo.
" 'La signoria vostra, signor curato, prenda e bendica questa stanza, perché non resti qui nessuno di quegli incantatori, dei quali sono pieni questi libri, e non ci facciano qualche incantesimo per vendicarsi di quello che gli stiamo facendo, scacciandoli dal mondo'.
La semplicità della serva fece sorridere il curato; il quale ordinò al barbiere di passargli i libri uno alla volta, per verificarne il contenuto, perché, forse, poteva anche essercene qualcuno che non meritasse la pena del fuoco.
'No!', disse la nipote, 'Non bisogna perdonarne nessuno, perché tutti hanno causato questo danno: sarà meglio gettarli dalla finestra giù nel patio, farne un mucchio e appiccare il fuoco o, per evitare il fastidio del fumo, ancora meglio sarebbe trasportarli nel cortile e incendiarli lì'."
Don Chisciotte della Mancha è un romanzo scritto fra il 1605 e il 1615 da Miguel de Cervantes, scrittore spagnolo. La trama segue le bizzarre avventure dell'hidalgo Alonso Quijiano, talmente affascinato dai romanzi epici e cavallereschi da voler diventare un cavaliere errante e imitare le gesta degli eroi dei libri da lui tanto amati. Sono proprio i libri i protagonisti del VI capitolo della prima parte: il barbiere e il curato del paese, preoccupati per la salute di don Chisciotte, decidono di bruciare i veri responsabili della sua pazzia, i romanzi e le storie che hanno avvelenato la mente dell'hidalgo.
Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.