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"Una notte osservavo come al solito il cielo con il mio telescopio. Notai che da una galassia lontana cento milioni d'anni-luce sporgeva un cartello. C'era scritto TI HO VISTO. Feci rapidamente il calcolo: la luce della galassia aveva impiegato cento milioni d'anni a raggiungermi e siccome di lassù vedevano quello che succedeva qui con cento milioni d'anni di ritardo, il momento in cui mi avevano visto doveva risalire a duecento milioni d'anni fa.
[...]
E dopo due notti mi accorsi che anche su una galassia distante cento milioni d'anni e un giorno-luce avevano messo il cartello TI HO VISTO. Non c'era dubbio che anche loro si riferivano a quella volta là: ciò che io avevo sempre cercato di nascondere era stato scoperto non da un corpo celeste solamente ma anche da un altro, situato in tutt'altra zona dello spazio. E da altri ancora: nelle notti che seguirono continuai a vedere nuovi cartelli col TI HO VISTO. Calcolando gli anni-luce risultava che la volta che mi avevano visto era sempre quella. A ognuno dei TI HO VISTO rispondevo con cartelli improntati a sdegnosa indifferenza, come AH SI'? PIACERE oppure M'IMPORTA ASSAI, o anche a una strafottenza quasi provocatoria, come TANT PIS, oppure CUCU', SON IO!, ma sempre tenendomi sulle mie."
Le cosmicomiche è una raccolta di racconti scritti nel 1963 da Italo Calvino, giornalista e scrittore italiano. I racconti sono presentati sotto forma di esilaranti monologhi che prendono spunto da alcune teorie scientifiche, come la nascita della vita sulla Terra o la teoria del Big Bang.
Consigliato per tutti i gusti.