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18 febbraio 2012 6 18 /02 /febbraio /2012 19:58

" Orso, Antilpoe, Volpe e la piccola Quaglia si avviarono sulla pista. Tras...tras...tras..., viaggiarono tutto il giorno, tras...tras...tras..., lungo la pista, ed arrivarono finalmente al villaggio del popolo delle Selci, ai piedi della Montagna del Vetro Nero.

'Dov'è la casa del Capo?'

'La sua casa è quella laggiù, è la casa dei due fratelli che sono i capi di questo territorio. Ma fareste meglio a non fermarvi qui. Questo non è un buon posto per fermarsi. Siamo gente pericolosa, siamo fragili, siamo duri, siamo molto irritabili'.

'Ohé, Capo, ohé, Capo!'

'Ma si può sapere che diavolo vuoi? Vieni qua se vuoi fare a botte'.

'No, no, noi non vogliamo fare a botte. Non siamo venuti qui per fare a botte. Siamo venuti qui per farti visita e per portarti un regalo da parte di Capo Falco: ecco qua un bel pezzo di fegato di cervo che il Capo ci ha dato per voi'.

[...]

'Non mi piace la carne tenera,' disse 'io mangio sempre un volpacchiotto per cena'.

Ma Ragazzo Volpe gli si avvicinò gonfiando il petto. 'Faresti meglio a non mangiarmi, ti avverto. Potrei avvelenarti, perché ho gli HA-HA!!!'

'Oh, oh, oh,' rise il Selce più anziano ' è un uomo che conosce i veleni, è uno stregone, e di quelli potenti!'

Il Selce più giovane disse: 'Meglio lasciarlo in pace, fratello. Meglio non sfidarlo. Forse è un buon giocatore - potrebbe batterci'."

 

Racconti Indiani è un romanzo scritto nel 1953 da Jaime de Angulo, scrittore e linguista spagnolo. La trama racconta del viaggio di una famiglia di indiani in una terra ricca di magia e mistero: al termine di questo lungo percorso Ragazzo Volpe farà il suo ingresso nel mondo degli adulti.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

 

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10 febbraio 2012 5 10 /02 /febbraio /2012 20:52

" 'Ecco qui', dissi, mostrando la lettera di nomina, 'Scuola Dante Alighieri'

'Che Iddio ce la mandi buona!', esclamò il Direttore. 'Sono ragazzi che nessuno, finora, è riuscito a domare. Quaranta diavoli, organizzati, armati, hanno un capo, si chiama Guerreschi; l'ultimo maestro, anziano, e conosciuto per la sua autorità, se n'è andato via ieri, piangendo, e ha chiesto il trasferimento...'

Mi guardò in faccia, con sfiducia:

'Se aveste almeno i baffi...', mormorò.

Feci un gesto, come per dire ch'era impossibile, non mi crescevano.

Alzò gli occhi al cielo: 'Venite', disse.

Percorremmo un lungo corridoio fiancheggiato da classi: quarta D, quinta A, quinta B... quinta C....

'E' qui che dovete entrare', disse il Direttore fermandosi dinanzi alla porta della quinta C dalla quale sarebbe poco dire che veniva chiasso: si udivano grida, crepitii di pallini di piombo sulla lavagna, spari di pistole a cento colpi, canti, rumore di banchi smossi e trascinati.

'Credo che costruiscano barricate', disse il Direttore."

 

Ricordi di scuola è una raccolta scritta nel 1939 da Giovanni Mosca,giornalista e scrittore italiano. Ricordi di scuola è un dolce viaggio nella memoria dell'autore, maestro di scuola elementare nell'Italia fascista: Mosca è in grado di ricostruire efficacemente il microcosmo della vita scolastica, fatto di piccole vittorie e buffi rituali; lo sguardo bonario, riflessivo e ironico dell'autore rende speciale anche il più piccolo dettaglio.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età. 

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5 gennaio 2012 4 05 /01 /gennaio /2012 13:07

" Quando si era prodotta la catastrofe, Venerdì sapeva da molto tempo l'inglese abbastanza per comprendere gli ordini che Robinson gli impartiva, e per nominare tutti gli oggetti che li circondavano. Un giorno però, Venerdì indicò a Robinson una macchia bianca che palpitava nell'erba e gli disse:

'Margherita'.

'Sì' rispose Robinson 'è una margherita'.

Ma aveva appena pronunciato quelle parole che la margherita batté le ali e volò via.

'Vedi' disse subito 'ci siamo sbagliati. Non era una margherita, era una farfalla'.

'Una farfalla bianca' ribattè Venerdì 'è una margherita che vola'.

Prima della catastrofe, quando era il padrone dell'isola e di Venerdì, Robinson si sarebbe arrabbiato. Avrebbe costretto Venerdì a riconoscere che un fiore è un fiore e una farfalla è una farfalla. Ma in quel momento taque e rifletté.

Qualche tempo dopo, Venerdì e Robinson stavano passeggiando sulla spiaggia. Il cielo era azzurro, senza una nuvola, ma poiché era ancora molto presto, si vedeva il disco bianco della luna a ovest. Venerdì, che stava raccogliendo conchiglie, indicò a Robinson un ciottolo che faceva una macchia bianca e tonda sulla sabbia pura e pulita. Allora, alzando la mano verso la luna, chiese a Robinson:

'Senti, la luna è il ciottolo del cielo, oppure è questo piccolo ciottolo che è la luna della sabbia?'

E scoppiò a ridere, come se avesse saputo in anticipo che Robinson non avrebbe potuto rispondere a questa strana domanda."

 

Venerdì o la vita selvaggia è un romanzo scritto nel 1971 da Michel Tournier, scrittore francese. La trama narra del naufragio di Robinson Crusoe su di un'isola deserta e del suo incontro con il selvaggio Venerdì. Contrariamente agli avvenimenti narrati nel romanzo di Daniel Defoe, a cui Venerdì o la vita selvaggia si ispira, la civiltà che Robinson è riuscito faticosamente a costruire viene spazzata via da un'esplosione causata da Venerdì: dopo questo episodio Robinson verrà lentamente conquistato dal fascino della vita selvaggia e dalla comunione con la natura.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

 

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3 gennaio 2012 2 03 /01 /gennaio /2012 13:31

" Niente. Chi è normale? Nessuno. Quando si è feriti dalla diversità, la prima reazione non è di accettarla, ma di negarla. E lo si fa cominciando a negare la normalità. La normalità non esiste. Il lessico che la riguarda diventa a un tratto reticente, ammiccante, vagamente sarcastico. Si usano, nel linguaggio orale, i segni di quello scritto: 'I normali, tra virgolette'. Oppure: 'I cosiddetti normali'. La normalità - sottoposta ad analisi aggressive non meno che la diversità - rivela incrinature, crepe, deficenze, ritardi funzionali, intermittenze, anomalie. Tutto diventa eccezione e il bisogno della norma, allontanato dalla porta, si riaffaccia ancora più temibile dalla finestra. Si finisce per rafforzarlo, come un virus reso invulnerabile dalle cure per sopprimerlo. Non è negando le differenze che lo si combatte, ma modificando l'immagine della norma. Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. E' questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza."

 

Nati due volte è un romanzo scritto nel 2000 da Giuseppe Pontiggia, scrittore italiano.  La trama è incentrata sulle vicende del professor Frigerio e del suo rapporto con Paolo, suo figlio disabile. Il romanzo contiene una potente riflessione sul tema dell'handicap e delle differenze, descrivendo tutte le difficoltà e le sfide giornaliere di un padre alla ricerca della 'normalità' per suo figlio.

 

Consigliato per tutti i gusti. 

 

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2 gennaio 2012 1 02 /01 /gennaio /2012 13:16

" 'Lo sai che sto per morire?' chiesi, e piangevo.

Jonatan stette un po' a pensare. Forse non aveva molta voglia di rispondermi, ma finalmente disse: 'Sì, lo so.' E io piansi ancora di più. 'Perché può succedere una cosa così terribile' singhiozzavo, 'una cosa così terribile che si possa morire quando non si ha ancora dieci anni?'

'Vedi, Briciola, io non credo che sia così terribile' disse Jonatan. 'Io credo che sia bellissimo'.

'Bellissimo?' ripetei. 'E' bellissimo stare sottoterra ed essere morti?'

'Oh' disse Jonatan. 'Soltanto la tua buccia rimane là, tu invece voli via, in un posto completamente diverso'.

'Dove?' domandai, perché non riuscivo a credergli.

'A Nangijala' rispose.

A Nangijala; lo buttò là, come se fosse qualcosa che tutti conoscevano benissimo. Ma io non ne avevo mai sentito parlare, fino a quel momento.

'Nangijala' chiesi, 'e dov'è?'

Allora Jonatan disse che non lo sapeva bene neanche lui, ma si trovava al di là delle stelle. E cominciò a parlarmi di Nangijala in un modo che quasi veniva voglia di volarci immediatamente.

'Là è ancora tutto come al tempo delle leggende e delle saghe' disse. 'Ti piacerà'.

Mi raccontò che tutte le leggende vengono da Nangijala, perché è là che accade quel genere di cose e che se ci si arriva si può partecipare a quelle avventure, dalla mattina alla sera, e anche di notte, aggiunse.

'Sai, Briciola' disse, 'sarà ben diverso che starsene qui a letto malato, a tossire, senza poter mai giocare'."

 

I fratelli Cuordileone è un romanzo scritto nel 1973 da Astrid Lindgren, scrittrice svedese. Dopo essere stati strappati prematuramente alla vita, i fratelli Cuordileone approderanno nella mitica terra di Nangijala, minacciata dal crudele dittatore Tengil; per liberare la Valle delle Rose i due giovani fratelli dovranno affrontare pericoli e insidie, sconfiggendo l'esercito di Tengil e il suo drago, Katla. 

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

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28 dicembre 2011 3 28 /12 /dicembre /2011 11:48

" -Ohé, che succede? Forse il signorino sta scontando un castigo?

Tom, che nel frattempo aveva maturato un certo progetto, degnò appena il compagno di uno sguardo ironico.

-Io e gli altri andiamo a fare il bagno nel fiume, vieni con noi, o...la zia non vuole?

-Non vengo,- rispose Tom con trascurata indifferenza - non ne ho voglia!

-Già, deve essere triste lavorare tutto il giorno,- continuò Ben con falsa commiserazione - informerò i compagni della tua cattiva sorte; lavora pure!

-Io non lavoro - rispose Tom passando e ripassando alacremente il pennello sullo steccato.

-Oh, guarda; e cosa fai allora?

-Mi diverto! Non capita tutti i giorni l'occasione di dipingere - replicò Tom sforzandosi di sorridere.

Ben rimase alquanto sconcertato. Tacque per alcuni minuti osservando ora il suo compagno tutto preso dalla sua occupazione, ora la smagliante vernice che riluceva ai raggi del sole, stendendosi sullo scuro legno come un prodigio.

-Tom - disse poi - ti spiace farmi provare?

-Non posso.

Il rifiuto di Tom parve a Ben una manifestazione di egoismo.

-Ti prego, soltanto un pochino.

-Te lo lascerei fare volentieri, solo per qualche minuto, ma proprio non posso. La zia mi ha detto 'se vuoi farlo tu, per questa volta fa' pure, ma guai a te se cedi il pennello ad altri!'

-Ma la zia non c'è; e poi provo soltanto.

-Il fatto è che l'ho rifiutato a Sid e anche a Gim. Anche loro mi avevano pregato di lasciarli verniciare. Se adesso lo concedo  a te e quelli mi vedono, la zia mi mette al fresco.

Insomma, l'uno continuava a supplicare, l'altro a farsi pregare; infine Ben offrì al compagno, in cambio del favore, una mela che teneva in tasca.

-E va bene, ma solo per qualche minuto - sospirò Tom.

Mentre Ben passava e ripassava il pennello sullo steccato, Tom sorrideva compiaciuto, mangiucchiando la mela."

 

Le avventure di Tom Sawyer è un romanzo scritto nel 1876 da Mark Twain, scrittore statunitense. La trama è incentrata sulle vicende di Tom Sawyer, un ragazzo ribelle, insolente, astuto e vivace: in compagnia di Huck Finn, Tom si getterà in imprese eroiche e avventurose.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

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15 dicembre 2011 4 15 /12 /dicembre /2011 16:25

" Simon si sedette al tavolo di cucina di fronte alla bambina di farina e le diede un colpetto. La bambina di farina cadde in avanti. 'Ah!' disse. 'Non sai nemmeno stare seduta!' Rialzò la bambina di farina e le diede un altro colpetto. Di nuovo cadde in avanti. 'Non siamo troppo bravi a stare seduti per bene, eh?' la stuzzicò rialzandola. Questa volta la bambina di farina cadde all'indietro, e precipitò giù dal tavolo nel cesto del cane. 'Porc...' 'Non dire parolacce di fronte a lui' disse la madre di Simon. 'Gli dai un pessimo esempio."

 

Bambini di farina è un romanzo scritto nel 1995 da Anne Fine, scrittrice inglese. La trama segue le vicende di Simon Martin, adolescente in una classe di irrecuperabili e fannulloni; obbligato a partecipare a un progetto scientifico, Simon dovrà prendersi cura di una bambina di farina, accudendola e trattandola come un neonato in carne e ossa. Bambini di farina ha il merito di affrontare un tema delicato come l'adolescenza in modo originale e approfondito.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età. 

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10 dicembre 2011 6 10 /12 /dicembre /2011 20:59

" 'Amico Ned, siete certo un buon pescatore', gli disse, 'ma scommetto che non sapete come si classificano i pesci.'

'Non è vero!' protestò quello. 'Si suddividono in pesci commestibili e non commestibili'. [...] 'Allora ascoltate. I pesci ossei si dividono in sei ordini: primo: gli acantopterigi, come il pesce persico comune, che comprendono quindici famiglie'.

'Buono da mangiare!' disse Ned Land.

'Secondo: gli addominali, come il carpione e il luccio, che comprendono cinque famiglie'.

'Puah!' esclamò il canadese con disprezzo: 'Pesci d'acqua dolce!'

'Terzo: i subranchiati, come il rombo, la lima, che comprendono quattro famiglie.'

'Eccellenti! Eccellenti!' commentò il fiocinatore.

'Quarto', proseguì Conseil imperturbabile, 'gli apodi, come l'anguilla e il gimnoto'.

'Mediocri, mediocri!'

'Quinto: i lofobranchi, come gli ippocampi e i pegasi-dragoni, che comprendono una sola famiglia'.

'Pessimi!'

'E per finire: sesto, i plettognati, come i tetrodoni e i pesci luna, che comprendono due famiglie'.

'Buoni a disonorare una casseruola!'

'Avete compreso, Ned?' chiese il dotto Conseil.

'Niente affatto, amico mio', rispose il fiociniere. 'Ma continuate pure, ciò che dite è interessante'."

 

Ventimila leghe sotto i mari è un romanzo scritto nel 1870 da Jules Verne, scrittore francese. La trama è incentrata sulle avventure del professor Pierre Arronax e del suo servitore Conseil, imbarcatisi sulla fregata Abraham Lincoln per dare la caccia a un pericoloso mostro marino capace di perforare lo scafo delle navi più robuste.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

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2 dicembre 2011 5 02 /12 /dicembre /2011 20:47

" I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, non si interessano mai alle cose essenziali. Non vi domandano mai: 'Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?' Ma vi domandano: 'Quanti anni ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?' Soltanto allora credono di conoscerlo. Se voi dite ai grandi: 'Ho visto una bella casa di mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto' loro non riescono a immaginarsela. Bisogna dirgli: 'Ho visto una casa da centomila franchi', e allora esclamano: 'Com'è bella!' Quindi, se voi gli dite: 'La prova che il piccolo principe è esistito è che era grazioso, che rideva, e che voleva una pecora. Se uno vuole una pecora, è la prova che esiste davvero', loro scrolleranno le spalle e vi tratteranno come un bambino! Ma se voi gli dite: 'Il luogo da dove proveniva è l'asteroide B 612', allora li convincerete e vi lasceranno in pace. Sono fatti così. Non lo fanno apposta. I bambini devono essere molto comprensivi verso i grandi."

 

Il piccolo principe è un racconto scritto nel 1943 da  Antoine de Saint-Exupéry, scrittore francese. La trama segue le vicende di un pilota precipitato nel deserto del Sahara; lì incontrerà il piccolo principe, proveniente dall'asteroide B 612 in cerca di una capra che possa mangiare gli arbusti del baobab che sta soffocando il suo pianeta. Il piccolo principe è un dolce racconto sull'amicizia e sul significato della vita, capace di affascinare e coinvolgere il lettore.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

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20 novembre 2011 7 20 /11 /novembre /2011 16:25

Storia del regno di Mangionia

 

" Sul lontano, antico paese di Mangionia, a est del ducato di Bevibuono, regnò per primo Mangione il Digeritore, così chiamato perché dopo aver mangiato gli spaghetti sgranocchiava anche il piatto, e lo digeriva a meraviglia. Gli successe sul trono Mangione Secondo, detto Tre Cucchiai, perché mangiava la minestra in brodo adoperando contemporaneamente tre cucchiai d'argento: due li teneva lui con le sue mani, il terzo glielo reggeva la regina, e guai se non era pieno. Dopo di lui, nell'ordine, salirono sul trono di Mangionia, che era collocato a capo di una tavola imbandita giorno e notte:

Mangione Terzo, detto l'Antipasto;

Mangione Quarto, detto Cotoletta alla Parmigiana;

Mangione Quinto, il Famelico;

Mangione Sesto, lo Sbranatacchini;

Manigione Settimo, detto 'Ce n'è ancora?', che divorò perfino la corona, e sì che era di ferro battuto;

Mangione Ottavo, detto Crosta di Formaggio, che sulla tavola non trovò più nulla da mangiare e inghiottì la tovaglia;

Mangione Nono, detto Ganascia d'Acciaio, che si mangiò il trono con tutti i cuscini.

Così la dinastia finì. "

 

Favole al telefono è una raccolta di favole scritte nel 1962 da Gianni Rodari, scrittore e giornalista italiano. I personaggi che popolano queste storie sono buffi e surreali, a volte grotteschi: inseriti in un contesto quotidiano e ordinario, diventano protagonisti di favole delicate e dolcissime, capaci di conquistare tanto i lettori più giovani quanto quelli più navigati.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

 

 

 

 

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