Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
10 febbraio 2012 5 10 /02 /febbraio /2012 20:52

" 'Ecco qui', dissi, mostrando la lettera di nomina, 'Scuola Dante Alighieri'

'Che Iddio ce la mandi buona!', esclamò il Direttore. 'Sono ragazzi che nessuno, finora, è riuscito a domare. Quaranta diavoli, organizzati, armati, hanno un capo, si chiama Guerreschi; l'ultimo maestro, anziano, e conosciuto per la sua autorità, se n'è andato via ieri, piangendo, e ha chiesto il trasferimento...'

Mi guardò in faccia, con sfiducia:

'Se aveste almeno i baffi...', mormorò.

Feci un gesto, come per dire ch'era impossibile, non mi crescevano.

Alzò gli occhi al cielo: 'Venite', disse.

Percorremmo un lungo corridoio fiancheggiato da classi: quarta D, quinta A, quinta B... quinta C....

'E' qui che dovete entrare', disse il Direttore fermandosi dinanzi alla porta della quinta C dalla quale sarebbe poco dire che veniva chiasso: si udivano grida, crepitii di pallini di piombo sulla lavagna, spari di pistole a cento colpi, canti, rumore di banchi smossi e trascinati.

'Credo che costruiscano barricate', disse il Direttore."

 

Ricordi di scuola è una raccolta scritta nel 1939 da Giovanni Mosca,giornalista e scrittore italiano. Ricordi di scuola è un dolce viaggio nella memoria dell'autore, maestro di scuola elementare nell'Italia fascista: Mosca è in grado di ricostruire efficacemente il microcosmo della vita scolastica, fatto di piccole vittorie e buffi rituali; lo sguardo bonario, riflessivo e ironico dell'autore rende speciale anche il più piccolo dettaglio.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età. 

Repost 0
9 febbraio 2012 4 09 /02 /febbraio /2012 11:43

" E' tutta qui la differenza tra un Indiano ed un bianco. Sono semplicemente tutta generosità e onestà. E coraggiosi? Beh, non hanno paura di niente. Se ci fosse un solo Indiano e un intero reggimento di bianchi contro di lui, non sarebbero assolutamente in grado di resistergli, per niente. Vedresti questo splendido gigantesco Indiano tutto dipinto e coperto di penne, piombare loro addosso con grida di guerra sul suo cavallo brado, agitando il tomahawk e tirare con l'arco così rapidamente da non poter contare le frecce, e colpire un soldato in qualsiasi parte del corpo avesse mirato, ad ogni colpo, a qualsiasi distanza; e dopo due minuti, lo vedresti venirne fuori come da una passeggiata, con una carriolata di scalpi, e gli altri fuggire precipitosamente verso gli Stati Uniti come se avessero dietro delle bestie feroci."

 

Huck Finn e Tom Sawyer fra gli Indiani è un romanzo incompiuto scritto da Mark Twain, scrittore e umorista statunitense. La trama è incentrata sulle avventure di Huck Finn e Tom Sawyer, ormai adolescenti, e del loro incontro con un gruppo di guerrieri Indiani verso cui Tom ripone un'ammirazione incondizionata.

 

Consigliato per tutti i gusti e tutte le età.

Repost 0
Published by Marzio
scrivi un commento
7 febbraio 2012 2 07 /02 /febbraio /2012 20:07

" Il Signore e San Pietro, mentre giravano per il Friuli, passarono davanti a una chiesa, nella quale il prete del paese, un individuo strambo e ubriacone, stava celebrando la messa. Era domenica, e il Signore disse a San Pietro:

'Oggi è festa, e dobbiamo andare a messa'.

'Io, sentire messa da quel pretaccio lì? Assolutamente no. Piuttosto faccio peccato'.

Il Signore lo disse e tornò a dirlo, ma non riuscì in nessun modo a convincere San Pietro. Andarono avanti e salirono su una montagna. San Pietro aveva sulle spalle un sacco che gli pesava come fosse di piombo. Faceva molto caldo. San Pietro sudava come una fontana, e gli venne una voglia intensa di bere, come fosse una donna incinta. Ma non trovava un filo d'acqua da nessuna parte.

'Ah, Signore, Signore benedetto, che sete! Non ne posso proprio più!'

'Taci. Più avanti troveremo uno zampillo'.

Camminarono ancora un pezzo, e San Pietro continuava a lamentarsi. Allora il Signore, seccato da quella nenia, gli disse:

'Pietro, sai una cosa? Se passi sotto quella roccia troverai l'acqua che cerchi'.

San Pietro mise giù la bisaccia e corse via come il vento. Giunse sotto la roccia e lì vide un filo d'acqua bella fresca, la quale però usciva dalla bocca di un serpentaccio. Fece per tornare sui suoi passi, ma la sete lo tormentava. Si fece coaggio, mise la bocca accanto a quella del serpente, e bevette a più non posso. Poi tornò presso il Signore.

'Allora, hai bevuto?' gli domandò il Signore.

'Sì, ma sono stato lì lì per non farlo'.

'Perché mai?'

'L'acqua usciva dalla bocca di un serpente'.

'Ma era buona, no?'

'Era fresca e buonissima!'

'Hai visto, Pietro? Pure la messa era buona, e t'avrebbe fatto molto bene, anche se chi la diceva era un cattivo prete. Ma il fatto è che tu avevi poca voglia di stare in piedi per un'ora. Tieni a mente per un'altra volta la storia del serpente'.

 

Fiabe friulane è una raccolta composta nel 1982  e tradotta da Carlo Sgorlon, scrittore friulano. Fiabe friulane è un viaggio leggero e coinvolgente attraverso un mondo popolato da creature magiche e castelli stregati, dove l'astuzia dell'uomo riesce sempre a trionfare sulle avversità.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

Repost 0
Published by Marzio - in Friuli
scrivi un commento
6 febbraio 2012 1 06 /02 /febbraio /2012 18:50

" In breve, questo è il metodo per organizzare le operazioni militari-


Un risultato superiore consiste nel conquistare intero e intatto il paese nemico.

Distruggerlo costituisce un risultato inferiore.

 

Un risultato superiore consiste nel catturare intero e intatto un esercito.

Distruggerlo costituisce un risultato inferiore.

 

Un risultato superiore consiste nel catturare intero e intatto un battaglione.

Distruggerlo costituisce un risultato inferiore.

 

Un risultato superiore consiste nel catturare intera e intatta una compagnia.

Distruggerla costituisce un risultato inferiore.

 

Un risultato superiore consiste nel catturare intera e intatta una squadra.

Distruggerla costituisce un risultato inferiore.

 

Perciò, ottenere cento vittorie in cento battaglie non è prova di suprema abilità.

 

Sottomettere l'esercito nemico senza combattere è prova di suprema abilità."

 

L'arte della guerra è un trattato di strategia militare scritto nel VI secolo a.C da Sun Tzu, generale cinese. L'arte della guerra affronta ogni aspetto della battaglia, dalla scelta del campo ai metodi per ottenere i rifornimenti fino alle tecniche per scoraggiare l'animo del nemico.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

Repost 0
Published by Marzio
scrivi un commento
5 febbraio 2012 7 05 /02 /febbraio /2012 13:44

" Era il 1861. Flaubert stava finendo Salammbô, l'illuminazione elettrica era ancora un'ipotesi e Abramo Lincoln, dall'altra parte dell'oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine. I bachicultori di Lavilledieu si unirono in consorzio e raccolsero la cifra, considerevole, necessaria alla spedizione. A tutti sembrò logico affidarla a Hervé Joncour. Quando Baldabiou gli chiese di accettare, lui rispose con una domanda.

- E dove sarebbe, di preciso, questo Giappone?

Sempre dritto di là. Fino alla fine del mondo. "

 

Seta è una storia scritta nel 1997 da Alessandro Baricco, scrittore italiano. La trama è incentrata sulla vita di Hervé Joncour, commerciante di bachi da seta: la sua professione lo poterà a spingersi fino alle coste del Giappone in cerca delle preziose uova di baco in grado di produrre della finissima seta.

 

Consigliato per tutti i gusti.

Repost 0
Published by Marzio
scrivi un commento
3 febbraio 2012 5 03 /02 /febbraio /2012 18:44

" La sveglia funzionava, la cara vecchia sveglia, dio la benedica, quante volte l'avevo guardata tra le teste pesanti di sbornia delle sette e mezzo e avevo detto, a culo il lavoro? A CULO IL LAVORO!, beh, diceva che erano le quattro del pomeriggio e stavo per metterla in valigia sopra i miei stracci quando - sicuro, perché no? - qualcuno bussò alla porta.

SIII?

SIGNOR BUKOWSKI?

SI?SI?

VORREI CAMBIARLE LE LENZUOLA.

NO,OGGI NO. OGGI STO MALE.

OH, MI SPIACE. MA MI LASCI ENTRARE A CAMBIARE LE LENZUOLA. POI ME NE VADO.

NO, NO, STO TROPPO MALE, STO DAVVERO TROPPO MALE. NON VOGLIO CHE LEI MI VEDA IN QUESTO STATO.

andammo avanti così. lei voleva cambiare le lenzuola. io dicevo, no. lei diceva, voglio cambiare le lenzuola. non mollava. che padrona di casa. che corpo. tutta corpo. tutto di lei gridava LARDO LARDO LARDO. ero lì solo da due settimane. sotto casa c'era un bar. venivano a cercarmi, io non ero in casa, lei non faceva che dire 'è giù al bar, è sempre giù al bar.' mi dicevano, 'Gesù, Giuseppe e Maria, ma che razza di PADRONA hai?' "

 

Taccuino di un vecchio sporcaccione (conosciuto anche come Taccuino di un vecchio porco) è una raccolta pubblicata nel 1969 scritta da Charles Bukowski,  poeta e scrittore statunitense. Taccuino di un vecchio sporcaccione raccoglie diverse storie di ordinaria follia ambientate in un'America cupa, assurda e violenta.

 

Consigliato per tutti i gusti.

Repost 0
Published by Marzio
scrivi un commento
2 febbraio 2012 4 02 /02 /febbraio /2012 12:06

" - Facciamo un esamino, di tipo scolastico, se volete, sul partigiano. Possiamo accettare la definizione di Monti per cui partigiano è colui che spara con buona mira, con mira definitiva, sui fascisti? Tu, Johnny: avvisti un fascista od un tedesco e ti appresti a sparargli, sempre in onore e fulfillment della definizione. Però, si presenta un però: sparandogli ed ucccidendolo, può accadere che dopo un paio d'ore irrompa nella località o nei paraggi una colonna fascista o tedesca e per rappresaglia la metta a ferro e fuoco, uccidendo dieci, venti, tutti gli abitanti di essa località. A conoscenza di una simile possibilità, tu Johnny spareresti ugualmente? - No, - disse Johnny d'impeto e Corradi rise dietro gli occhiali."

 

Il partigiano Johnny è un romanzo scritto nel 1968 da Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano italiano. La trama è incentrata sulle vicende di Johnny, giovane sottufficiale dell'Esercito Italiano ritornato a casa in seguito agli eventi dell'8 settembre 1943; dopo un breve periodo trascorso nascosto dai propri genitori, Johnny deciderà di unirsi alla Resistenza.

 

Consigliato per tutti i gusti.

Repost 0
Published by Marzio
scrivi un commento
1 febbraio 2012 3 01 /02 /febbraio /2012 19:12

" Mrs Warren's profession è stato scritto nel 1894 per sottolineare come la prostituzione non sia causata dalla depravazione femminile e dalla licenziosità maschile ma semplicemente dal sottopagare, sottovalutare e sovraffaticare le donne in modo così vergognoso che le più povere siano forzate a rivolgersi alla prostituzione per tener uniti corpo e anima. Infatti tutte le donne attraenti ma prive di beni perdono denaro nell'essere infallibilmente virtuose o nel contrarre matrimoni che non sono grossomodo venali. Se sulla larga scala sociale otteniamo quello che chiamiamo vizio invece di quello che chiamiamo virtù è semplicemente perchè noi lo paghiamo di più. Nessuna donna normale diverrebbe una prostituta di professione se potesse vivere meglio comportandosi rispettabilmente, né si sposerebbe per denaro se potesse permettersi di sposarsi per amore.

Ho anche desiderato esporre come la prostituzione non sia solo portata avanti disordinatamente dall'impresa solitaria di donne nei loro appartamenti, padrone di se stesse e padrone di ogni cliente, ma  sia organizzata e sfruttata in quanto grande commercio internazionale per il profitto di capitalisti, esattamente come ogni altro commercio, e sia molto lucrativa per le proprietà immobiliari cittadine, incluse le proprietà della Chiesa, attraverso gli affitti delle case dove la prostituzione è praticata."

 

Mrs Warren's profession (la professione della signora Warren) è un'opera teatrale scritta nel 1894 da George Bernard Shaw, drammaturgo irlandese. Nella prefazione all'opera emerge la volontà di denuncia sociale, presentando una società corrotta che prospera tramite lo sfruttamento delle classi meno abbienti; l'opera è parte della raccolta 'Plays Unpleasant' (Commedie Sgradevoli).

 

Consigliato per tutti i gusti.

 

 

Repost 0
Published by Marzio - in Opere teatrali
scrivi un commento
31 gennaio 2012 2 31 /01 /gennaio /2012 14:11

" -Mi vuoi marchiare, Perth? - sussultando un attimo dal dolore - sono stato messo a fucinare il mio marchio, dunque?

- Prego Dio che no; pure temo qualcosa, capitano Achab. Non è per la Balena Bianca questo rampone?

- Per il demonio bianco! Ma ora, alle punte; devi farle tu stesso, marinaio. Ecco i miei rasoi, l'acciaio migliore; ecco e fa' delle punte taglienti come il nevischio aguzzo del Mar Glaciale.

Per un istante il vecchio fabbro adocchiò i rasoi, come se avesse preferito non usarli.

- Prendili, marinaio. Non occorrono a me, poiché ora non mi rado né ceno né prego, finché...ma su, al lavoro!

Foggiato alla fine in forma d'una freccia e saldato da Perth nell'asta, l'acciaio presto appuntì l'estremità del ferro, e il fabbro, che stava per dare l'arroventata finale prima di temprarla, gridò ad Achab di portargli vicino la botte dell'acqua.

- No, no, non acqua per questo; lo voglio di vera tempra mortale. Oè, là! Tashtego, Quiqueg, Deggu! Cosa dite, pagani? Mi darete tanto sangue da coprire questa punta? - e la levò in alto. Un gruppo di cenni foschi rispose di sì. Si fecero tre punture nella carne dei pagani e la lama della Balena Bianca venne così temprata.

- Ego non baptibzo te in nomine patris, sed in nomine diaboli! - gridò Achab in delirio, mentre il ferro malvagio divorava ardendo il sangue battesimale."

 

Moby Dick è un romanzo scritto nel 1851 da Herman Melville, scrittore statunitense. In questo estratto, proveniente dal CXIII capitolo dell'opera, il capitano Achab, ormai in preda alla follia, forgia un rampone speciale per dare la caccia a Moby Dick, segnando così il fato dell'intero equipaggio del Pequod.

 

Consigliato per tutti i gusti.

Repost 0
Published by Marzio - in Moby Dick
scrivi un commento
30 gennaio 2012 1 30 /01 /gennaio /2012 13:36

" Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi."

 

" Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poichè accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte al di fuori di ogni senso di affinità umana; nel caso più fortunato, in base ad un puro giudizio di utilità. Si comprenderà allora il duplice significato del termine: 'Campo di annientamento', e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase. giacere sul fondo."

 

Se questo è un uomo è un romanzo scritto nel 1947 da Primo Levi, scrittore italiano. Se questo è un uomo è il resoconto minuzioso e straziante della deportazione dell'autore nel campo di concentramento di Auschwitz; oltre a descrivere le brutalità e le umiliazioni quotidiane, l'autore si sofferma a sottolineare la folle logica del campo di sterminio e le sue assurde regole.

 

Consigliato per tutti i gusti.

 

 

Repost 0
Published by Marzio
scrivi un commento

Presentazione

  • : Inviti alla lettura
  • Inviti alla lettura
  • : Inviti alla lettura di libri, romanzi, racconti, poesie e molto altro ancora.
  • Contatti