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17 novembre 2013 7 17 /11 /novembre /2013 13:24

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Questo articolo contiene esortazioni, spiegazioni, rimproveri e minacce.

 


 

Bocchi sbadigliò. Poi gli prese la mano. 'Allora non hai capito. Il tempo delle figure di merda è finito, morto, sepolto. Se n'è andato per sempre con il vecchio millennio. Le figure di merda non esistono più, si sono estinte come le lucciole. Nessuno le fa più, tranne te, nella tua testa. Ma non li vedi a questi?'

Indicò la massa che applaudiva Chiatti.

'Ci ricopriamo di letame felici come maiali in un porcile. Guarda me, per esempio'.

Si alzò in piedi barcollando. Allargò le braccia come a mostrarsi a tutti, ma gli girò la testa e si dovette sedere di nuovo.

'Io mi sono specializzato a Lione con il professor Roland Chateâu-Beaubois, ho la cattedra a Urbino, sono un primario. Guarda come sto ridotto. Secondo i vecchi parametri sarei una figura di merda ambulante, un essere infrequentabile, un cafone impaccato di soldi, un tossico, un personaggio spregievole che si fa ricco sulle debolezze di quattro carampane, eppure non è così. Sono amato e rispettato.

Vengo invitato pure alla festa della Repubblica al Quirinale e in ogni cazzo di trasmissione medica'. Ammaniti, Che la festa cominci

 

Nel niente che sono, gli dèi che venerate, non possono soccorrere né a se stessi né agli altri restando, come restano, scolpiti nella pietra o nel legno o nel metallo, con nomi di uomini, non di dèi. Così quel Saturno datosi alla fuga perché, come si favoleggia, il figlio non lo spogliasse del reame; così Giove stesso, cloaca di vizi e di stupri, disonore degli uomini, beffeggiatore di parenti, che non seppe nemmeno trattenersi dall'accoppiarsi con la sorella che, a sua volta, vuole essere chiamata sorella e insieme moglie'. Gregorio di Tours, Storia dei franchi (Conversione di re Clodoveo)

 

 

'NON SORRIDERE QUANDO ENTRI IN SCENA. E' VOLGARE. TU SEI UNA SIGNORA. GLI OFFRI UNA POSSIBILITA' DI UNA BOCCATA D'ARIA FRESCA PER IL SOLO FATTO DI TROVARTI LASSU'. SE DIO AVESSE LA FIGA, TU SARESTI DIO, UN PO' PIU' GENEROSA DI LUI. TU SEI SACRA, HAI CLASSE, FAGLIELO SAPERE!'

Mi lavoravo il whisky, trovai delle sigarette sul letto, cominciai a fumare non-stop.

'COSI', COSI' VA BENE. SEI SOLA IN UNA STANZA! IL PUBBLICO NON ESISTE. CERCHI L'AMORE ATTRAVERSO IL SESSO, L'AMORE ATTRAVERSO LA SOFFERENZA PIU' INTENSA'.

Le varie parti del costume cominciarono a scivolar via.

'ADESSO, ADESSO, DI' QUALCOSA ALL'IMPROVVISO! DILLO MENTRE TI ALLONTANI DAL BOCCASCENA, DILLO CON UN SIBILO, SPARALO FUORI DA DIETRO LE SPALLE, DI' QUALSIASI COSA CHE TI PASSI PER LA TESTA, COME LANCIO DI PATATE CIPOLLE DI MEZZANOTTE!'

'Lancio di patate cipolle di mezzanotte!' sibilò lei.

'NO, NO! QUANDO DICI QUALCOSA DEVI FARLO TUO!'

'Cippi, cippi, succhia le noci!' sibilò lei.

Per poco non saltavo su una mina. Altro whisky.  Bukowski, Taccuino di un vecchio sporcaccione

 

 

'E perdendo la mia anima' riprese il vecchio 'perdi la tua. Ascolta. Io ho pietà di te. Fa' come preferisci.

Quanto a me, ho appena compiuto il mio dovere, dapprima salvando la vita a tuo fratello e poi togliendogliela, e compio adesso il mio dovere cercando di salvare la tua anima. Rifletti.

 E' una faccenda che ti riguarda. Li senti i colpi di cannone proprio in questo momento? Laggiù vi sono uomini che periscono, disperati che agonizzano, mariti che non rivedranno più le loro spose, madri che non rivedranno più il figlio, fratelli che, al pari di te, non rivedranno più il fratello.

Tu credi in Dio, nevvero? Ebbene, sappi che Dio soffre in questo momento; Dio soffre nel suo cristianissimo figlio, il re di Francia che è un bambino come il bambin Gesù che è imprigionato nella torre del Tempio; Dio soffre nella sua chiesa di Bretagna; Dio soffre nelle sue cattedrali oltraggiate, nei suoi vangeli fatti a pezzi, nei suoi conventi violati; Dio soffre nei suoi preti assassinati.

Che cosa venivamo a fare, noi, su quella nave che in questo momento perisce? Venivamo a soccorrere Dio'. Hugo, Novantatré

 

Godi Fiorenza, poi che se' sì grande 

che per mare e per terra batti l'ali,

e per lo 'nferno tuo nome si spande!

Tra li ladron trovai cinque cotali

tuoi cittadini onde mi vien vergogna,

e tu in grande orranza non ne sali.

Ma se presso al mattin del ver si sogna,

tu sentirai, di qua da picciol tempo,

di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna.

E se già fosse, non saria per tempo.

Così foss'ei, da che pur esse dee!

ché più mi graverà, com' più m'attempo.   Dante, Inferno Canto XXVI

 

Fino a che punto abuserai ancora della nostra pazienza, o Catilina? Per quanto tempo ancora codesto tuo furore si prenderà gioco di noi? A quale limite si spingerà la sfrenata tua audacia? Non ti hanno impressionato per nulla il presidio notturno del Palatino, le pattuglie della città, i timori del popolo, il concorso di tutti gli uomini onesti, questa munitissima sede del Senato, le bocche ed i volti di questi? Non t’accorgi che i tuoi propositi erano scoperti, non ti rendi conto che la tua congiura è bloccata dalla conoscenza di tutti costoro? Pensi forse che noi ignoriamo che cosa tu abbia fatto nella scorsa notte, che cosa in quella precedente, dove tu sia stato, chi tu abbia convocato, quali suggerimenti tu abbia raccolto? Che tempi! Che costumi! Cicerone, I Catilinaria



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Published by Marzio
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