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22 febbraio 2012 3 22 /02 /febbraio /2012 19:47

" Rispuose: 'Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,

e la lor cieca vita è tanto bassa,

che invidiosi son d'ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;

misericordia e giustizia li sdegna:

non ragioniam di lor, ma guarda e passa'.

E io, che riguardai, vidi una 'nsegna

che girando correva tanto ratta,

che d'ogne posa mi parea indegna;

e dietro le venìa sì lunga tratta

di gente, ch'i' non averei creduto

che morte tanta n'avesse disfatta.

Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto,

vidi e conobbi l'ombra di colui

che fece per viltade il gran rifiuto."

 

La Divina Commedia è un poema scritto da Dante Alighieri, poeta italiano. In questo estratto, proveniente dal III canto dell'Inferno, Virgilio descrive a Dante la punizione inflitta agli ignavi, costretti a correre senza mai riposo inseguendo una insegna anonima, costantemente punti e morsi da vespe e altri insetti: tra di essi Dante scorge colui che per viltade fece il gran rifiuto; molto probabilmente si tratta di papa Celestino V, che rinunciò alla carica favorendo l'elezione di Bonifacio VIII.

 

Consigliato per tutti i gusti e per tutte le età.

 

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Published by Marzio - in Divina Commedia
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